Piccole grandi storie d’italofone
Silvia Del Buono

Silvia Del Buono

Laureata in architettura e scenografa a Berlino.

Parlaci di te:

Quanti anni hai? La tua età ha influito sul tuo trasferimento?
Ne ho 41, fatti proprio pochi giorni fa.
La mia età non ha influito per niente, considero l’età solo un numero; dico che ho 20 anni + tanti di esperienza, quest’anno siamo a 20+21.
Qual è la tua situazione familiare? Ha condizionato le tue scelte?
Sono sposata da 2 anni e pochi mesi ma convivo da quasi 13. Sono me stessa sempre e se non mi sento tale allora devo cambiare la mia situazione.
Da dove vieni? Come descriveresti il rapporto con le tue origini?
Toscana, Pistoia. Non sento radici né di appartenere a nessun luogo o persona; non conta niente da dove si viene, conta dove si vuole andare.
Vivi ancora nel tuo paese d’origine? Se sì, é stata una scelta obbligata o voluta?
No, sono quasi due anni che mi sono trasferita. Scelta voluta.
Cosa consiglieresti a chi è rimasto vicino alle sue origini?
Ognuno deve fare ciò che sente dentro e che sente giusto per se stesso.
Cosa ti ha spinto a trasferirti a Berlino o all’estero? Quali difficoltà hai affrontato e quali aiuti hai ricevuto durante il trasferimento? Un consiglio a chi deciderà di fare lo stesso?
Cercavo altre opportunità sia lavorative che di vita. Avere nuovi stimoli e vivere nuove sfide. Imparare una nuova lingua è una bella sfida ma non mi viene in mente nessuna difficoltà in particolare. Se vuoi, puoi. Aiuti non ne ho ricevuti. Non do mai consigli, racconto la mia storia e le persone ne traggono le loro conclusioni. Posso dire che qualsiasi cambiamento porta qualcosa, nel bene e nel male.
Ti manca qualcosa del tuo paese d’origine?
A causa della situazione assurda creatasi a causa del Covid: i miei affetti ed il sole. La mancanza di sole si supera vivendo questa città.
Quale aspetto di te hai perso, acquisito o modificato che ti hanno aiutato nella tua attuale situazione?
Ho sicuramente acquisito più coraggio (non che prima non lo avessi) e mi butto nelle cose con più serenità.
C’è una comunità italofona nella città in cui ti trovi? Sei attiva/o nella tua comunità?
A Berlino ci siete voi di BaB. Raccontando e condividendo le mie esperienze, così come le mie conoscenze, sento di essere un membro attivo della comunità.

Adesso parliamo di lavoro:

Di cosa ti occupi attualmente?
Faccio tante cose: principalmente collaboro con aziende di interni. Sono anche scenografa per teatro e cinema. Attenzione però! Pur essendo laureata in architettura non posso dire che sono architetto perché non sono iscritta all’albo. Ah, queste etichette…
Com’è nata la passione o l’idea per il tuo lavoro?
E’ da quanto avevo 7 anni che ho sempre detto che volevo fare l’architetto, e alla fine lo faccio: architetto sempre un sacco di cose!
Come gestisci l’equilibrio tra vita privata e lavorativa?
Sono dell’idea che amando il proprio lavoro non si lavori un giorno nella vita. Gestisco le mie giornate con la tecnica del pomodoro. Se non riesco a tenere il passo…non è la fine del mondo, siamo umani, rimedieremo.
Cerco di essere in equilibrio con me stessa riservandomi momenti da dedicare solo a me.
Ti andrebbe di condividere con noi uno degli ostacoli, e una soddisfazione, della tua vita lavorativa?
Ostacolo: farsi valere come professionista Donna
Soddisfazione: farsi valere come professionista Donna. Sembrerà una risposta stupida, ma è così. Si fa fatica ma quando poi riesce, ah…la soddisfazione.
Vorresti condividere con noi un consiglio che ti è stato offerto nella tua vita lavorativa?
Un mio carissimo collega, con il quale ho fatto squadra fino al 2015 (quando poi ha deciso che per lui il tempo era finito ed è volato oltre) mi diceva sempre: Silvia, a morire e a pagare siamo sempre in tempo. Ecco, ovviamente io pago sempre tutto in tempo e a morire non ci penso, ma ho applicato questo consiglio al lavoro: le cose vanno fatte con calma, serenità e senza ansie. La vita è una e la nostra salute mentale, spirituale e fisica va messa davanti a tutto.
Qualcuno ti ha ispirato o aiutato nella scelta del tuo lavoro?
No, sono l’unica laureata della stirpe ed ho sempre fatto di testa mia (rompendomela anche).
Quale consiglio daresti a una persona che vuole intraprendere un lavoro o una carriera come la tua?
Nessun consiglio.
Una volta un architetto mi disse: Hai la fiamma ardente della passione negli occhi. Ecco, se hai quella allora sei sulla strada giusta. Se inizia ad affievolirsi allora cerca di cambiare qualcosa. Io ho sempre fatto così, sarà per quello che a 41 anni ancora non mi sento e non voglio dire: faccio solo questo o solo quello? Credo di essere fra le categorie delle multi potenzialità. L’importante per me è che quella fiammella non si spenga…altrimenti cambio.

Hai la fiamma ardente della passione negli occhi

Altro:
Che dire, ci vorrebbe un libro per raccontarvi tutto quello che ho vissuto in questi ultimi due anni (per non parlare dei 39 prima). Sto lavorando ad un blog dove spero di raccogliere tutte le mie perle, e si, proprio durante la ‘pandemia’.
Ci sono stati momenti duri e altri leggeri, il bello della vita è questo.
Mi sono anche rotta un piede per non farmi mancare niente, ma questo di certo non mi ha fermata. Anzi!

Ciao a tutti! Benvenuti nella nostra comunità! Ho vissuto tanto a Berlino e, conoscendola bene, ho deciso di aiutare altri expat a navigare più facilmente questa città grazie ad interviste di chi ha avuto esperienze simili o utili consigli.